La nostra pasticceria,
la nostra storia

Una dolce storia...

Verso la fine dell’800, anno in cui l’Italia giolittiana si apprestava alle avventure africane, il geniale Marco Barbero di Cherasco, uomo di umili origini, decise di imparare il mestiere di pasticcere, recandosi a Torino in qualità di garzone.

Alcuni anni dopo, ritornando al suo paese natìo, aprì in centro un’elegante confetteria, che ancora oggi, con i suoi scaffali in legno, i tavoli in marmo bianco ed i lampadari d’ottone, mantiene la stessa eleganza di allora.

1881

Una dolce storia...

Preferita da Maestri e Re...

I tavolini da Bistrot ricordano le dame, della nobiltà e della borghesia, che vi venivano per la cioccolata o per il thé, in compagnia degli ufficiali del presidio o dei professorini del Liceo-Ginnasio: Pastonchi e Bontempelli.

Vi entrarono Re Vittorio e il bel Principe Umberto, in cerca di emozioni; vi entrarono occupanti agguerritissimi, per un momento domati; vi entrarono ministri del Re e della Repubblica, industriali potenti e finanzieri audaci.

1940

Preferita da Maestri e Re...

E da chi si lascia tentare.

La frequentano – oggi che Giancarlo Torta con i figli Luca e Cristina ne hanno rivisitato la produzione – i protagonisti del turismo selezionato e colto che la bella Cherasco ha saputo attrarre, anche sollecitandone la golosità, degustando i Baci di Cherasco® e le altre specialità.

Si parla di attori di grido, di candidati al Nobel, di uomini di mondo provenienti da tutti i paesi del mondo; persone di cui si parla nel gran fiume di gente che non resiste alla tentazione dei gioielli multicolori esposti nelle vetrine, ed entra, e, in paziente attesa di una raffinata confezione, si lascia rapire dall’atmosfera buona della Pasticceria.

2018

E da chi si lascia tentare.
Locale Storico

Locale Storico

La storica Pasticceria Cioccolateria Barbero apre le sue vetrine sotto le arcate armoniche dei portici centrali di Cherasco; legni biondi, vetri smerigliati recanti le scritte “Caffè Nero” e “Birra di Vienna”, una deliziosa tavoletta con su una scenetta di giochi infantili, e marmi rossi.
L’interno rappresenta il paradigma di quella che era una pasticceria piemontese dell’età del Liberty, restaurata in ogni suo componente e tuttavia vivissima, dove le infinite curiosità della decorazione e dell’arredo predispongono lo spirito alla scoperta delle delizie esposte graziosamente nelle vetrinette e nei vasi di vetro antico coperchiati: bignè, paste secche, torte, torroni, cioccolatini, caramelle e tutti i bombi che la fantasia dolciaria ha elaborato nel tempo e nei colori dell’arcobaleno.